Virtual ShowRoom: un nuovo giardino per le tue sfilate

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Virtual ShowRoom: un nuovo giardino per le tue sfilate

Lorenzo Vergani | Giu 29, 2020
  • Un settore già colpito nel 2019 dalle proteste ad Hong Kong, il Fashion è stato investito dalla pandemia e dai conseguenti lockdown, determinando ingenti perdite per tutto il comparto.
  • l'E-Commerce ha permesso di mantenere, in piccola parte, le relazioni con i clienti finali. Le aziende Fashion si sono fatte trovare pronte su questo fronte, ma come gestire le campagne in questa fase di distanziamento sociale e mobilità internazionale limitata?
  • Virtual ShowRoom pensati per incontrare Buyer e Wholesaler in un ambiente virtuale che deve essere di qualità e adattabile alle esigenze di identità di un brand, deve permettere la gestione dei big data, la presa ordine e l’integrazione. 

La situazione emergenziale determinata dal diffondersi della pandemia Coronavirus ha portato, sin da subito, numerosi effetti in tutto il mondo, in particolare al settore Fashion Retail. Prima di tutti, la chiusura dei mercati asiatici e la conseguente mancanza di questa clientela negli store europei e americani, a causa dei primi lockdown.

In questo scenario, imprevedibile e senza precedenti, tutti i più importanti osservatori hanno iniziato ad enfatizzare la centralità dell’eCommerce, la diminuzione del giro di affari nei punti vendita, la necessità di diminuire il numero delle collezioni e di focalizzare gli sforzi sul recupero di efficienza di tutta la Supply Chain.

I Brand che hanno affrontato la trasformazione digitale negli anni passati, sono riusciti a minimizzare le perdite evitando l’azzeramento dei fatturati. L’eCommerce è stato il canale di riferimento, spesso l’unico, ad aver generato valore. Occorre però fare dei distinguo. Non è sufficiente essere presenti sul canale digitale, solo chi ha approcciato questa progettualità in una visione ampia ed integrata ha ottenuto i risultati citati.

 

Il negozio virtuale

L’eCommerce è il “negozio” virtuale in cui il cliente compra un prodotto fisico, grazie al rapporto che può instaurare con il reciproco digitale: un insieme di immagini, tessuti, materiali, dati di prodotto, storie che ci raccontano un’esperienza, una cultura e un valore sartoriale, artigianale…

Per ottenere tutto questo, dietro il Front End in cui si concretizza l’esperienza di navigazione del cliente, troviamo i processi di creazione e di gestione degli asset digitali, le schede prodotto, la creazione dei prodotti virtuali e dei cataloghi, la costruzione delle informazioni emozionali, la gestione delle lingue, le caratteristiche di mercato, le regole di navigazione e di ricerca, l’organizzazione logistica delle merci (dalla verifica delle disponibilità, alla gestione delle priorità nella rete di distribuzione fino alla gestione delle consegne multicanale)... e molto altro.

Rendere semplice ed efficace l’esperienza di acquisto, far vivere un’emozione che fidelizzi il cliente al Brand, non è semplice e richiede tempo.

 

Virtual ShowRoom

Se molte delle aziende del fashion si sono fatte trovare pronte, soprattutto per i processi commerce di riordino, la gestione delle collezioni apre tutto un altro scenario. Il punto di partenza è l’impossibilità di accedere agli Show Room. I fattori rilevanti sono:

  • il tempo, visto che già in questi giorni e nelle prossime settimane sono in preparazione le campagne PE2021;
  • la qualità e la capacità di essere adattabile alle esigenze di identità di un brand;
  • la gestione dei big data;
  • la presa ordine;
  • l’integrazione.

 

Soluzioni pronte e adattabili

Una soluzione di Virtual Showroom deve prevedere la possibilità di essere “pronta all’uso” in poche settimane, lasciando a fasi progettuali successive l’integrazione di ulteriori funzionalità.

Molte società stanno decidendo in questi giorni come migliorare il processo di campagna e la risposta deve soddisfare da subito la prossima collezione. Il concept di navigazione deve essere pronto e adattabile in modo semplice, la soluzione deve prevedere la gestione dei permessi autorizzativi, la creazione di cataloghi digitali e la gestione di tutti i media a supporto della presentazione dei prodotti e dei look. Le dimensioni necessarie: la collezione, le vetrine, i Look, la scheda prodotto.

 

La qualità è tutto e per tutti

La qualità dei media è fondamentale. Per questo motivo il Virtual Showroom deve garantire la gestione di qualsiasi tipo di formato media, lo Screen Sharing (o Co Browser) deve offrire la miglior esperienza possibile: full screen, condivisione dei comandi, qualità video eccellente. Tutti i contenuti devono essere consumabili da Mobile, senza problemi relativi alle diverse tipologie di device.

Ogni Brand, ogni casa di moda ha un suo particolare approccio alla propria collezione. I criteri di classificazione e di ricerca, i dettagli che compongono le schede prodotto, le dimensioni e le tipologie di immagini. L’uso dei video e della musica. Partendo da una architettura tipica del mondo fashion, la soluzione di Virtual ShowRoom deve essere in grado di recepire le richieste del Brand, affinché ogni “rilascio” sia differente l’uno dall’altro e identificativo di una determinata cultura.

Prima di tutto i clienti sono di 2 tipologie differenti: gli agenti del canale Wholesale, che presentano il campionario ad imprenditori che venderanno il brand nella propria rete di punti vendita; i buyer di negozio, chiamati a scegliere i capi per il proprio punto vendita (canale retail).

Ci si aspetta di poter presentare l’intera collezione, sia agli agenti che ai buyer, dando a questi ultimi la possibilità di “navigare” nella collezione anche in modo autonomo. Dovrà quindi essere possibile gestire look per tipologia di mood o altro; vedere (conoscere) i capi che sono presenti nei singoli Look e scegliere i “Look chiave” che dovranno essere acquistati obbligatoriamente (capi vincolati); appendere a relle virtuali i capi selezionati, attraverso il concetto di Wishlist, su cui definire fantasia, colore e taglie per l’ordine. Fondamentale inoltre è dare la possibilità ai buyer e agli agenti, di prendere degli appunti durante la creazione della Wishlist, poter taggare e fare ricerche successive, per determinati attributi (gender, colore, famiglia…)

Per fare questo dovranno essere mostrati i video delle passerelle, effettuate “a porte chiuse” o in eventi unici ed esclusivi, con la possibilità di avere informazioni sui capi direttamente sul video in movimento; verranno condivisi gli storyteller preparati per i singoli prodotti, timelapse della costruzione di un particolare sartoriale, bozzetti, rimandi a immagini storiche e di archivio… video dei corner e delle vetrine allestite secondo criteri dettati dalla collezione.

Fashion: virtual show room

 

Big data, la risposta è il cloud

Ogni collezione dovrà restare patrimonio culturale di ricerca anche dopo l’uscita dalla commercializzazione. Ogni wishlist cliente deve generare sia dei file per la gestione dell’ordine che lookbook dedicati da inviare al cliente, in modo tale da rivedere in qualsiasi momento la storia dell’ordine con il medesimo effetto emozionale vissuto in Virtual Showroom.

Per questo motivo e per poter gestire qualsiasi tipo di media, le soluzioni Cloud sono quelle che meglio rispondono alla gestione di questa grande quantità di dati.

La gestione degli ordinativi è spesso assoggettata a regole specifiche. Per questo motivo, almeno in una prima fase, è consigliabile inviare all’organizzazione dedicata alla gestione degli ordini il file delle wishlist generato dal Virtual ShowRoom. È fondamentale tuttavia poter integrare nel processo i sistemi di “order capture” esistenti.

 

Un processo circolare

Il tema dell’integrazione è infatti fondamentale. Se deve essere possibile “caricare” attraverso dei file tutti i media e le anagrafiche necessarie, la soluzione di Virtual Showroom deve potersi integrare con i sistemi gestionali, di Digital Asset Management e di Product Information Management, nonché con le soluzioni di commerce e clienteling, sia per gestire la presa d’ordine con l’Order Management delle piattaforme Business to Business o Business to Consumer, che per mettere a fattor comune il mood della collezione su tutti i punti di accesso, anche in stagione.

 

Oggi, Agile, Accessibile

La soluzione “pronta all’uso” permette di introdurre l’innovazione digitale in poche settimane e, attraverso la modalità di sviluppo basata su metodologia Agile, permette altresì di vedere crescere la soluzione senza interruzioni di continuità. Il cloud permette di gestire la complessità e la quantità dei dati nel tempo, con costi proporzionati al reale bisogno, cosa che solo pochi anni fa sarebbe stata impensabile.

Come ogni progetto di innovazione digitale rivolto al business, non si deve trascurare la gestione del cambiamento. L’esperienza vissuta in emergenza sanitaria deve portarci a cambiare il Mind Set. Eventuali resistenze verso “il nuovo” devono essere superate per lasciare spazio alle strategie di comunicazione e di collaborazione oggi richieste e necessarie. Il fattore tempo pretende questo cambiamento adesso, non si può procrastinare.

Le sfilate continueranno a mantenere la loro centralità, ne abbiamo bisogno come e più di prima. Cambierà il modo di viverle, cambierà la partecipazione all’evento e forse il numero di capi proposti, ma resterà sempre il modo in cui rendere vive le creazioni, su passerelle senza confini. Il Virtual ShowRoom come nuovo giardino in cui far crescere la collezione.

 

Lorenzo Vergani
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Questo articolo fa parte della serie #TechedgeTalks: punti di vista e riflessioni dei nostri Industry Leader sui principali settori del mercato. Iscriviti alla newsletter per non perderti le prossime puntate!

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