Il database autonomo e altri concetti chiave da portare a casa da Oracle OpenWorld

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Il database autonomo e altri concetti chiave da portare a casa da Oracle OpenWorld

Stefano Oddone | Ott 10, 2017

La settimana appena trascorsa si è svolto l'ultimo Oracle OpenWorld, l'evento annuale targato Oracle incentrato sulle tendenze chiave del Cloud e sulle loro implicazioni per clienti e partner. Con un'affluenza di migliaia di persone e milioni di partecipanti online, questo evento rappresenta probabilmente l'appuntamento annuale più importante di Oracle. Quindi, cosa ci ha lasciato?

Il database autonomo e altri concetti chiave da portare a casa da Oracle OpenWorld #OOW2017

Oracle 18c: il database autonomo

Domenica 1° ottobre, il CTO di Oracle Larry Ellison ha annunciato il primo database "auto-gestito" al mondo: Oracle 18c. È proprio vero: il nuovo database di Oracle è autonomo e non richiede intervento umano per le attività di amministrazione, ottimizzazione e aggiornamento.

Il nuovo database autonomo di Oracle applica l'apprendimento automatico alla gestione dei database, dando vita a un database in grado di auto-perfezionarsi, applicare patch e correzioni, nonché ottimizzare le proprie prestazioni, il tutto senza interruzioni del funzionamento. Di conseguenza, elimina la possibilità di errori umani, consentendo quindi a Oracle di garantire una disponibilità del sistema del 99,995%, che equivale a un tempo di inattività annuo (pianificato o non pianificato) inferiore ai 30 minuti. Oracle 18c è disponibile su Oracle Cloud e, grazie alle funzionalità di auto-ottimizzazione, richiede meno capacità di elaborazione e storage rispetto all'esecuzione dei database Oracle su Amazon. Infatti, Oracle garantisce che lo stesso carico di lavoro richiede la metà delle risorse su Oracle Cloud rispetto ad AWS... La competizione si infiamma!

L'applicazione di patch è un fattore chiave per evitare i rischi per la sicurezza informatica

Se c'è una cosa che Oracle ha messo in chiaro alla conferenza OpenWorld, è che tutte le aziende che utilizzano applicazioni dovrebbero avere due obiettivi chiave: fornire agli utenti l'esperienza migliore, ottimizzata e ad alte prestazioni e con l'architettura più affidabile e sicura possibile.

Per garantire un'architettura di questo tipo, l'applicazione di patch è fondamentale e riveste un ruolo chiave anche per assicurare il funzionamento di software aggiornati che soddisfino i requisiti di sicurezza di un'organizzazione. Tuttavia, non tutte le aziende utilizzano un approccio strategico a questa attività chiave, finendo per sviluppare processi lunghi, basati soprattutto sull'intervento umano, difficili da pianificare e la cui esecuzione può richiedere mesi, esponendo così l'organizzazione a rischi non prevedibili.

Oracle afferma di fornire i servizi Cloud più sicuri e affidabili, indipendentemente dal tipo di Cloud che si sceglie di adottare. Per esempio, il modello SaaS può notevolmente semplificare le necessità di patch di molte organizzazioni. Con l'implementazione SaaS, Oracle è in grado di scalare, industrializzare e ottimizzare i processi di patching e aggiornamento, garantendo il massimo livello di sicurezza dei sistemi senza investimenti iniziali o allocazione di risorse, poiché è tutto incluso nella quota di sottoscrizione. Le applicazioni Oracle SaaS nel Cloud pubblico di Oracle ricevono aggiornamenti automatici e frequenti per garantire il massimo livello di sicurezza disponibile per gli ambienti informatici.

Strategia Cloud di Oracle

Oracle lascia la scelta dell'adozione del Cloud ai clienti, una mossa che oggi è stata definita "inevitabile" per affrontare con successo diversi sconvolgimenti (es. pressione del mercato, nuovi modelli di business, nuovi tipi di concorrenti, ecc.), che stanno cambiando radicalmente le regole del gioco. Con la strategia Cloud avanzata di Oracle, l'azienda garantisce l'infrastruttura, la piattaforma e le applicazioni necessarie per permettere alle organizzazioni di spostare o avviare l'attività direttamente nel Cloud.

Le aziende potranno scegliere il percorso e la velocità con cui spostarsi nel Cloud tenendo conto della propria situazione in termini di innovazione, architetture e processi, rendendo così l'intero processo di migrazione nel Cloud sempre più trasparente per i clienti.

In effetti Dave Donatelli, vicepresidente esecutivo Cloud Business di Oracle, ha identificato sei percorsi per l'adozione del Cloud da parte di organizzazioni in situazioni diverse:

  1. Le aziende che utilizzano applicazioni on-premise possono ottimizzarle sfruttando gli Engineered Systems di Oracle e trasferendo i nuovi carichi di lavoro in arrivo nel Cloud pubblico di Oracle.
  2. Le organizzazioni possono scegliere se utilizzare i servizi per il Cloud pubblico di Oracle direttamente dietro i firewall aziendali. Questo modello di implementazione denominato "Oracle Cloud at Customer" è un pacchetto Oracle installato nei data center dei clienti e gestito da remoto da Oracle, che garantisce in tal modo lo stesso livello di innovazione, manutenzione, prestazioni e strutturazione dei costi assicurato dai servizi per il Cloud pubblico dell'azienda.
  3. "Lift and Shift", ovvero sposta e ottimizza in maniera progressiva i carichi di lavoro attuali trasferendoli dalle applicazioni on-premise al Cloud, sfruttando l'IaaS di Oracle.
  4. Greenfield: i nuovi carichi di lavoro e le applicazioni possono essere implementate e gestite direttamente nel Cloud grazie alla PaaS di Oracle.
  5. Le aziende che lavorano con le tradizionali applicazioni ERP, EPM, SCM o CX on-premise possono integrare o spostare i loro processi aziendali nel SaaS di Oracle, che oggi offre la più grande varietà di applicazioni Cloud sul mercato.
  6. Le nuove aziende nate nel Cloud possono adottare il SaaS, bypassando completamente il modello on-premise.

Previsioni sul futuro del Cloud

Nel corso degli ultimi anni, il co-CEO di Oracle Mark Hurd ha fatto alcune previsioni sull'andamento del Cloud entro il 2025. Nel corso dell'Oracle OpenWorld 2017, Oracle ha colto l'occasione per fare il punto della situazione delle aziende nei confronti del Cloud rispetto a queste previsioni. Giusto per citarne alcune, Hurd ritiene che entro il 2025:

  • l'80% delle app in produzione saranno nel Cloud;
  • il 100% dei test e delle attività di sviluppo delle applicazioni avverrà nel Cloud;
  • il numero di centri di dati di proprietà aziendale diminuirà dell'80%;
  • l'80% dei budget allocati per l'IT sarà destinato all'innovazione aziendale e solo il 20% alla manutenzione delle applicazioni.

Ad oggi, i dati effettivi provenienti da fonti terze hanno confermato le previsioni di Hurd. Per esempio, nel 2017, il numero dei centri di dati aziendali è diminuito di oltre il 15% rispetto all'anno precedente e, al momento, il 52% dei test e delle attività di sviluppo avviene nel Cloud, con un CAGR (tasso di crescita annuale composto) del 20%.

In sostanza, queste previsioni si realizzeranno? Suppongo che dovremo attendere ancora qualche anno per scoprirlo, ma diciamo che è evidente che entrare nello spazio Cloud non è più una scelta pionieristica, bensì un assecondare la corrente.

Riassumiamo i punti salienti dell'Oracle OpenWorld '17:

L'adozione del Cloud sta diventando sempre più comune ed è in grado di offrire diversi vantaggi alle aziende che intendono sfruttare questo modello. Considerando che l'offerta Cloud di Oracle comprende modelli IaaS, PaaS e SaaS, l'adozione del Cloud non è più questione di "se" e neanche di "quando", ma di "come". Il passaggio al Cloud è in pieno svolgimento! I clienti di Oracle che hanno già adottato il Cloud hanno indicato tra i principali motivi di questa scelta l'innovazione, la scalabilità, l'affidabilità e la sicurezza offerte da questa soluzione. Il nuovo database autonomo Oracle 18c rafforza ulteriormente queste caratteristiche fornendo ambienti altamente protetti alle organizzazioni che sono sempre più a rischio di minacce alla sicurezza informatica, garantendo al contempo la disponibilità e le prestazioni elevate che da sempre contraddistinguono il Cloud.

Le organizzazioni che intendono spostare le applicazioni o interi scenari nel Cloud possono adottare uno (o un mix) dei sei approcci precedentemente delineati, rispettando le tempistiche necessarie per rimanere competitivi nel panorama sempre più complesso del business digitale.

Puoi trovare tutti i concetti chiave dell'evento sul sito di Oracle OpenWorld, cliccando qui.

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